E a volte fioriscono gli scogli .
Fioriscono le emozioni , i pensieri, le riflessioni , le sensazioni positive .
E a volte fioriscono gli scogli .
Fioriscono le emozioni , i pensieri, le riflessioni , le sensazioni positive .
No, questa è proprio un’altra storia , quella che racconto io è questa.
Metti un divano che ama molto giocare a nascondino, un telecomando che gli dà molta corda mentre lo stress da ricerca aumenta , ecco allora che dal Coniglio esce il Telecomando .
Fine
Della storia e spero dello stress da ricerca .
Sì certo, mi spiego meglio . Per il nostro soggiorno avevo scelto un tavolo grande , lungo , perché a tavola si sta bene , si festeggia . C’è condivisione , amicizia , c’è Famiglia . Ma gli anni passano , molti molti anni e il tavolo lungo , si svuota e invecchia assieme noi .
Poi arriva il giorno , che il vecchio tavolo lungo, non ha più le stesse ragioni per esserci e il suo posto , viene occupato da un nuovo tavolo , sempre rettangolare , ma con quasi metà della sua lunghezza.
Ci lasciamo però aperta, la possibilità di allungarlo , perché a tavola si sta bene in tanti ed è il passato che dà spessore al futuro .
Qualche giorno fa, dal solito armadio a muro sempre un po’ trascurato , trovo un prezioso testimone del mio primo tavolo lungo . La bellissima tovaglia che mia mamma aveva eseguito con abilità , passione, e pazienza e che per almeno tre decenni aveva abbellito e protetto il mio tavolo lungo . L'avevo dimentica , anzi no, l'avevo riposta nell'angolo delle emozioni , che un po’ fanno bene e un po’ fanno male perché sembrano dirmi - tutto cambia , o ancora peggio - tutto passa .
E invece no !
Con molta incertezza, preoccupazione, riluttanza , ho ripreso in mano la tovaglia del tavolo lungo e mi sono rivolta direttamente a mia mamma : “ Ora mi devi guidare, mi devi dare una mano , devi darmi una delle tue dritte che più dritte non si può . Voglio accorciare la nostra tovaglia , non posso lasciarla nella parte delle emozioni che fanno male , voglio che un ricordo , diventi un nuovo PROGETTO . "
E la dritta , l'ho avuta . Più di una , chiare , precise, ben spiegate .
Con un po’ di batticuore ma anche entusiasmo , il nuovo progetto ha dato vita al mio ricordo prezioso , al tavolo lungo, alla tovaglia per il tavolo ora non più lungo .
Questa mattina, mentre stiravo la tovaglia , mia figlia mi ha detto : " Mamma è bello avere anche questo bel ricordo della nonna, dobbiamo essere contente . Ma perché la nonna ti ha fatto questa tovaglia, deve averci impiegato almeno un anno .
- La nonna me l'ha regalata , perché la nostra casa fosse più bella . Perché io fossi ancora più felice , e lo sono anche ora . -
Non l'ho mai detto a mia mamma, l'ho contestualizzato molto bene questa mattina , con il ferro da stiro su una mano mentre con l'altra accarezzavo la tovaglia . Le cose da mamma , ci sono per dare felicità .
L' Acqua Alta , le sirene , una fabbrica , un bunker , una scuola .
“ Mi so dove che i te ga trasferio , ea se ea scuoea col bunker ."
E mia mamma, ha iniziato a darmi le indicazioni per raggiungere la scuola partendo da un periodo molto lontano e difficile .
Lei era una ragazzina , aveva appena finito la scuola media e lavorava in una fabbrica tedesca di orologi, convertita in fabbrica di guerra dove si producevano spolette .
Junghans, una fabbrica tedesca dove italiani , anzi italiane , fabbricavano armi , che sarebbero state usate contro italiani perciò la fabbrica stessa, diventava un obiettivo militare da colpire .
La guerra è un delirio.
" Mi so corsa tante volte nel giardin dea to scuoea per entrar nel bunker . Co sonava e sirene moeavimo tuto e scampavimo . "
Le sirene, per noi sono inquietanti, per chi le associa a ben altre circostanze , diventano il ricordo di momenti di paura . È apprezzabile che sia stato scelto un altro codice sonoro per informare sulle previsioni delle maree.
" E co ghe gera l'acqua alta , dentro al bunker, se stava co l'acqua fin ai senoci, ma ea paura no te fa sentir ne caldo ne fredo, soeo voglia de salvarte. "
Ed è stata l'acqua alta di questi giorni, la difficoltà negli spostamenti, gli stivali non alti a sufficienza a farmi ricordare i racconti di mia mamma ed immaginarla nel bunker, infreddolita e impaurita e ricordo sorridendo la mia domanda ( ma non ti mettevi gli stivali ? ) e soprattutto per la sua risposta .
" Ma no posso creder, go na fia soea e anca insemenia . No gavevimo gnanca eagrime par pianser , pensa ti se gavevimo i stivali par l'acqua alta . "
Infatti , ma quali stivali per l'acqua alta ! C’erano ben altri problemi che i piedi bagnati e di questo la mamma era consapevole. Lei era ragazzina, ma tra le operaie che lavoravano con lei, c’erano alcune partigiane, che quando i controlli lo permettevano, sabotavano alcune scatole di spolette perché erano bombe tedesche destinate ad esplodere contro i nostri soldati .
La guerra è proprio un delirio .
Ora il bunker nel giardino della mia scuola, è abbellito con murales colorati. La fabbrica Junghans è un moderno condominio che ancora fa da sfondo al giardino , le sirene continuano a suonare anche se con altre modalità , l'acqua alta , continua a bagnare ed allagare, ma in questi giorni i fenomeni si sono estremizzati .
E mamma Bruna cosa avrebbe detto ?
" Ma quei che studia tanto, che i se crede fenomeni, non i pol trovar na soiusion, o i parla soeo ? "
E l'avrebbe detto con aria convinta e un tantino severa .
... il bello delle vacanze con l'aria condizionata e' anche riprendere la lana ed eseguire una sciarpina... ANZI una BAKTUS SCARF.
Semplice da lavorare, simpatica e calda da indossare alla prossima stagione fredda. Se poi è di un bel blu elettrico , fa la differenza .
Poche indicazioni per eseguirlo: " Si inizia con 4 punti aumentando un punto ogni 4 righe... alla larghezza desiderata si inizia a diminuire un punto ogni 4 ferri, fino ad arrivare a 4 punti come all'inizio del lavoro. Naturalmente punto legaccio e perché l'inizio sia regolare , il primo punto di ogni riga , si passa senza eseguirlo . Due nappine con perle la rendono vezzosa .
Baktus perché ?
Noi popolo di poeti e naviganti e Creativi , girovagando tra il vario mondo dello sferruzzamento , siamo approdati in Norvegia 🇳🇴 e abbiamo incontrato queste simpatici scalda collo , un po’ bandana un po’ sciapina che hanno preso in prestito il nome da due popolari troll della letteratura norvegese che dalla metà degli anni quaranta , cercano di minare l'igiene dei bimbi , che sanno però correre ai ripari e mai come in questo periodo è necessario .
E uno le prova tutte , ma proprio tutte tutte , poi alza le mani , attacca le scarpette al chiodo e va dove lo porta il cuore perché è successo ieri , succede oggi , succederà domani .
Conosco una bella storia anni cinquanta , quella di un aitante giovane calciatore dilettante con una grande passione , e di una giovane ragazza molto innamorata del giovane , ma non del calciatore .
" Tu cocca sei troppo buona , o tanto innamorata di mio figlio perché capisco bene che non hanno limiti per la passione del calcio ( e se me lo dice una quasi suocera fa la differenza ) .
Roberto è come suo papà , somegiarghe ai sui , no se mai mal , ma allenamenti , partite , tornei , amichevoli , non ghe basta mai .
Mi ad un certo punto , ghe go dà un stop . O tra noi , si iniziavano a far le cose par ben , e per farlo bisognava rinunciar a qualche cosa , oppure bisognava spettar tempi maturi . "
Mia suocera , nonna Annamaria , una domenica pomeriggio mentre Roberto era in un qualsiasi campo di calcio della provincia , con la maglia numero 10 e nonno Antonio , in sala incollato alla tv e con la radio accesa " su tutto il calcio minuto per minuto " .
Moltissimi anni dopo , tre anni fa , siamo a pranzo con nonno Antonio :
" Come che me piaseva zogar a baeon , gera ea me vita , mi so come Roberto preciso ( ritorna il dna calcistico ) . Go zogá fin che go podesto , ma dopo gaveva ragion anca ea Annamaria : co se gavemo messo far sul serio , dovevo moear , no po devo trascurarla per el calcio , dovevo dedicarghe più tempo e attension e eo go fato , perché gera giusto cussì . "
Nonno Antonio , ha motivato la sua scelta del cuore , inserendola in un orizzonte razionale : " Per sposarci dovevamo conoscerci bene, ma quaranta ore in Cantiere dell'Acnil , io che abitavo a Castello , lei Dorso Duro e la sera non la lasciavano uscire , metti gli allenamenti e le partite ogni domenica , non ci saremo visti proprio mai o quasi . È stata una scelta dovuta .
Caro nonno Antonio , interista fino al midollo , appassionato , competente e sempre pronto a trovare il dritto della medaglia anche nel rinunciare alla sua passione per un progetto più importante però NON senza provarci .
Bellissima e tenerissima la strategia che nel lontano 1950 nonno ha trovato per intenerire la sua bella fidanzata . Una foto in divisa calcistica che reggeva benissimo anche al confronto con Sivori o chissà quale altro calciatore del tempo , una dedica d'amore Velata solo appena appena di un sottile rimprovero … non ha funzionato , ma sicuramente ha dato spessore al loro amore .
Sto pensando alle cicogne .
Cicogne dispiaciute, un tantino frustrate, deluse .
Nessuno crede più alla bella storia che siano loro a portare i bambini .
Su , su , cicogne , riinventatevi, non portate più bambini, ma mantenere il vostro ruolo , la vostra bella fantasia generatrice è possibile .
Nei vostri fagottini multicolori consegnate di tanto in tanto, ai bambini ,
un LIBRO .
Stupiteli , incuriositeli, divertiteli , appassionateli ... e saranno nuove belle nascite e crescite .