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martedì 19 settembre 2023





 Ecco , è andata così .

Si riordina nel cestone del Non si Butta mai Via niente.

Un pezzettino di stoffa rosa, qualche nastrino, un po’ di pizzo, un po’ di tempo libero , l'occorrente giusto  giusto per fare una bambolina .

Una COSETTA , che guarda con meraviglia . Che cerca energia . Che vuole ispirazioni belle . 

Si , l'ho chiamata Cosetta , perché è una piccola cosa , una bambolina minuta e graziosa , che volevo facesse trasparire  una "personalità intelligente ". 


Victor Hugo, ha  ingentilito il personaggio di Eufrasia , sì , perché nei Miserabili , questo era il vero nome di Cosette , affidando alla mamma della piccola Eufrasia , il compito di sceglierle un nomignolo tenero che la identificasse . 

Per la sua mamma e per tutti noi è diventata Cosetta . Straordinario Victor Hugo . 

Non lo so se lo sguardo che ho scelto per la mia Cosetta , esprima tutto quello che avrei voluto . È difficile rivelare le emozioni ,  si devono vivere . 

… E poi c'è un Ciuccio perché lo stupore dell'infanzia deve rivelarsi .

A volte le creazioni sono proprio come i " Biscottini della Fortuna ", cercano di donare dei messaggi belli , cercano di armonizzare le emozioni  di chi le crea . A volte succede , a volte non ci si riesce .

domenica 17 settembre 2023

Bellissimo ritrovarti 😍

Meglio dire , trovare lo schema del primo centrino che ho eseguito da sola , sotto la guida esperta di mia mamma . 

Ho fotocopiato lo schema da una datata rivista di Tutto Uncinetto , del 1976 e mi sono divertita a rifarlo con più abilità , più velocità , più sicurezza anche più disinvoltura , ma con emozioni sicuramente diverse . 


Credo di aver impiegato una settimana per finirlo , mani sudate , impensabile impugnatura dell'uncinetto . Ogni punto per ogni giro , contato e controllato ma volevo farcela , volevo che tra i centrini che la mia mamma aveva preparato per il mio matrimonio , ce ne fosse anche uno mio . Non ne conosco bene il motivo , ma sentivo che doveva essere così , forse per dare continuità ad una creatività familiare che mi aveva accompagnato da sempre e che forse non volevo si interrompesse . 


NON potrei  ricordare , riconoscere , questo mio primo lavoro importante  , se la mamma , non avesse siglato con una piccola O l'angolo della pagina della rivista . TUTTE le altre erano siglate con una F. 

Bruna aveva scelto di fare tutti centrini diversi e si era procurata un buon numero di riviste sue e  altre che generose amiche le avevano  prestato .

" No ti vorà miga che i fassa tutti precisi , dopo el terso sarìa già stufa agra ." 

E per evitare di ripetere lo stesso schema segnava la pagina con F di FATTO e solo una con una O di Ornella , impossibile non sia proprio questo  . 

E comunque i ricordi sì , sono proprio questi . 








 E niente , ieri ho stirato e mi sono ricordata che qualche tempo prima , avevo finito un centrino azzurro . 


Il fatto è che il mio Ferro da Stiro , ha una Applicazione Innovativa . 

Se la temperatura esterna ,  supera i 27/28 gradi e l'afa incombe , il Ferro da Stiro proprio NON si accende . 

Mah , questa tecnologia moderna e i suoi pro e i suoi contro , conviene assecondarla . 


Ma torno al centrino , che regalerò ad un'amica . 

Mesi fa aveva espresso il desiderio che non fosse , bianco , che non assomigliasse al " rosone " della facciata di un Chiesa , che fosse senza tanti "fronzoli " . 

Io ho interpretato così le sue indicazioni ed è uscito un centrino un po’ Ruspante , un po’ Naïf , un po’ se va bene a te , va bene a tutti . 


Cotone opaco da lavorare con l'uncinetto numero 3,5 / 4 . Ho seguito le schema a stella , dei tappeti che già ho eseguito per noi , poi NON ce l'ho fatta … cinque fiorellini per ingentilirlo e renderlo vezzoso .

mercoledì 3 agosto 2022

 Ho trovato la soluzione , anzi le soluzioni per vestire  "estivo " il mio tavolino creativo, quello che sposto,  come fosse una meridiana al contrario , per allontanarmi dalla luce diretta e soprattutto dal caldo del sole . 


È bello possedere uno spazio personale 80 per 60, di legno naturale , richiudibile , solido ma leggero e che in più mi segue nelle scelte . 

Si , mi piace proprio . 

Ovviamente, la promessa di richiudere il tavolino e aprirlo al bisogno , si è rivelata subito vana , perché il " bisogno " c'è troppo spesso ed è cosi piacevole sentire di "essere attesa" dalle cose che mi piacciono . 


Mi perdo, mentre penso al tablet , al Kindle, alle mie penne, ai quattro quaderni e al piccolo blocco a spirale. All'astuccio con i miei uncinetti e ad almeno a tre piccoli centrini iniziati . Tutto sopra il tavolino, che aspetta la soluzione estiva che finalmente ho trovato . 


" E si che te go fato mi e anca in casa , gnanca el dubbio che i te gabia scambià in cuna . Se imposibie de istà avorar sora na tovagia de tea incerada .

Ti te peti dapartuto , ti sui e ea vogia de far ben saltime dosso,  te passa subito . " 


Mamma ha ragione . Avevo un allegro scapolo di tovaglia plastificata da mettere sull'ormai famosissimo tavolino, ma ho verificato molto presto che appiccica, pizzica . Non è proprio confortevole sentire le braccia incollarsi sulla tovaglietta e stavo già passando al piano B , quando ...


"Ma no ti te ricordi, che quando andavimo a San Nicoeto, gavevimo sua toea na tea incerada coeorada , proprio da mar , ma quando magnavimo e quando vialtri fioi venivi su dal bagno, mettevo e bee tovagete de coton che gavevo anca ricamà , perchè el beo, no costa niente, ma el fa tanto . Se magnava megio e po' esser in spiaggia no se un bon motivo par diventar 

" ascari ." 


Certo che mi ricordo . L'allegra tovaglia di plastica colorata che decorava la tavola in capanna al Lido in spiaggia San Nicolò , le tovagliette di cotone, per il pranzo . 


" Manco mal che ti te ricordi. Visto che e se ndae ben per quei ani e ndarà ben anca desso. Certe robe no cambia . El caldo resta caldo, ea roba sintetica, fa sempre suar . El coton se ea megio roba e se el se bianco non ga gnanca paura de niente , no ghe se varechina che tenga . "


Oltre a ricordare , ho anche aperto l'anta dell'armadio a muro , quella che di tanto in tanto misteriosamente sbatte , per attirare la mia attenzione , e ho recuperato le tovagliette de San Nicoeto . Sono tre , ancora ben stirate con la cura e la firma di mamma Bruna . 


" Meravegiarse perché e se ben stirae? Roba da matti. 

Far ben na roba, e farla mal, se impiega quasi el stesso tempo, ma almanco se resta contenti. Ti savessi che sodisfassion che gavevo , quando cambiavo ea bona grasia, el torna camin , e el torna scafa. Tuti in tinta, ben stirai co l'acqua e amido . 

Ea cucina cambiava muso . Ah , me so desmentegada , gavevimo anca el copri taier . Tutto coordinà , no da castroni . Un cava è un metti de tutto, perché ghe voeva anca  el tempo che se sugase e sensa faseva miseria . "


Uno, tutto sul giallo a quadratini bianchi , con piccoli mazzi di fiori ricamati a punto erba e un altro azzurro , con ricami bianchi . 

È vero, mamma aveva cucito anche il copri tagliere, ed era appeso vicino alla cappa del camino . La polenta si mangiava spesso, almeno una volta alla settimana. Quella buona, che si mescolava per quaranta minuti, con farina metà gialla e metà bianca , non mi ricordo però il motivo di questa scelta , ricordo però molto bene il suo sapore .








Ora ho ben tre piani B per il mio tavolino creativo che ha assunto quel fascino senza tempo che conserva il profumo di affetti, di pedagogie genuine, di modi di interpretare la vita non da " ascari " un lessico forse onomatopeico di mamma, che definiva così , tutto quello che non rientrava in una sfera di sano buon gusto pratico ed efficace .

sabato 16 luglio 2022

Famiglia gialla e blu



 Ma io ho qualche lenzuolo di " cotone ritorto " e conosco anche le sue peculiarità . 


" Varda che sti nissioi no ga fine , ti sta ben d'istà perché i se freschi e no i trattien l’umidità , d'inverno i trasmette el caeor dea coverta che se sora . "


Mia mamma ha lavorato in Cotonificio Veneziano  , ora università IUAV , e spesso mi ha raccontato del suo lavoro, delle varie fasi della lavorazione del cotone sempre con grande entusiasmo e orgoglio per la sua esperienza lavorativa. 


" Se avorava tanto , ma so stada ben , gerimo come na famegia , sarà anca perché gera finia ea guera e no vedevo più e spoete dee bombe , come da Junghans , ma qua bee rocche de coton Bianco. Quando pò i ga' interà el rio , e par rivar, daea Cae Arga, no dovevo più , far " el giro dea panseta " rivavo in sinque minuti . "


Già, la calle che chiamiamo ovviamente Rio Terrà, porta direttamente di fronte alla bella chiesa di San Nicolò dei Mendicoli , vicinissima all'ex Cotonificio . 

Il " giro dea panseta " nel gergo della mamma, ma non solo, è la fondamenta che porta al ponte di Santa Marta e segue una linea curva . Geometricamente più corretta, ma troppo bello definirla " panseta " ed è rimasto così anche per me .


Sto divagando , per ponti , calli, fondamenta , quando in realtà volevo parlare di lenzuola , anzi di mascherine e di una tovaglietta da fare sacrificando un lenzuolo di mamma Bruna , uno di quelli che no i ga più fine , de coton doppio ritorto . 


" Ti già ragion , na volta tanto ti capisci queo che va benon . E mascherine fate col coton doppio ritorto , e se ori. E ripara perché el coton se avorà do volte in doppio, ma nel tempo stesso no e fa suar tanto come quee che pol esser sintetiche . Manco mal che quea volta, go pensà a comprar più pachi de nissioi , tanto ea se roba che pan no ea domanda ." 


E meno male . Ma nemmeno di questo volevo raccontare , ma una vita , anzi due , vite percorrono anse lunghe come il filo di una grossa rocca di cotone e per arrivare al capo filo si deve aspettare un po’ . 


Decido per un lenzuolo . È bianco bianco , piegato perfettamente . Riconosco il tocco del ferro da stiro di mia mamma . Farò qualche mascherina , ma il progetto principale , è quello di ritagliare una tovaglietta da ricamare per il mio tavolino creativo .


Stendo il lenzuolo e mi si srotola un'altra storia e questa volta c'ero anch’io . Non la ricordavo più ma sono bastati due colori , per ricomporre il quadro . 


" Famiglia giallo-bluuuuuu. Famiglia verde - rossooooo. Famiglia arancioneeeeeeeeee. Done so qua . "


Il lavandaio . Arrivava ogni settimana per consegnare le lenzuola alle famiglie del quartiere . Ora lo ricordo bene , arrivava in barca , caricava le lenzuola pulite in una gerla che portava sulle spalle e girava per le calli e campielli chiamando a gran voce le famiglie colorate , che gli avevano consegnato le lenzuola da lavare . 


" Va so, dighe " Famegia saea e blu " i se do nissioi de soto da na piasa, uno da do, e uno da na piasa e mesa ... capìo? No serve pagar perché se paga quando che se ghi dá. " 


Rigorosamente solo lenzuola " de soto " , perché quei " de sora " , ricamai se " un deito " , i pol rovinarse . Le federe , no, si lavavano in casa ...


" E se ciama intimee , perché e se personai , megio che se rangemo noialtre." 


Certo , non fa una grinza . 


E così le famiglie colorate del mio quartiere intorno ad una gerla colma di lenzuola lavate e profumate di sapone di Marsiglia prendevano l’identità dell'arcobaleno . 


- Io sono Famiglia Giallo- Blu . -





Madonna dei Carmini

 




 

16 luglio 

Beata Vergine del Carmelo 

Per Venezia , Madonna dei Carmini .


" Ma ancùo no se el sedese luglio , se ea Madonna dei Carmini . Che bea quea Madonina , so ndà da ea quasi tuti i giorni co te spetavo. " 


Questo lo ricordo , mamma me l'ha sempre raccontato . Nei suoi giri per la spesa e le passeggiate salutari , la tappa era sempre la Chiesa dei Carmini , una preghiera e una candela davanti alla statua di Maria col Bambino . 


" E ciò, ea megio spesa ea fasevo in Campo Santa Margherita . Ghe gera tuto queo che ti voevi e na visita aea Madona dei Carmini , gera un momento beo , da Mama a Mama . " 


Campo Santa Margherita , brulicante di veneziani , di negozi , di banchi dai fiori freschi al pesce ancora più fresco . Pollivendoli , fruttivendoli , una signora con due ceste che vendeva uova fresche . Una drogheria con un nome esotico  , Il Chicco di Hawaii . Caffetterie , bar , mercerie e perfino un signore che vendeva "vermi " per chi li usava per andare a pesca . 

Ricordando rivivo i colori del Campo e ne sento il ciarliero sottofondo degli incontri tra le clienti e le simpatiche grida dei venditori che promuovevano la loro merce . 


" Te go sempre dito , in Campo , se trovava tuto e de quaità , me fa piacere che ti te ricordi , parchè ormai se roba che non se studia gnanca a scuoea o ti ea ga vissua o te par che contemo bae , i soiti discorsi da veci che vive de nostalgie . Intanto VECI sarà eori e no i sa cossa che se beo e che se bon . I vermi , si e Tremoine , ti no ti voevi mai gnanca vardarle , ma ti te ricordi che Fabio me mandava a comprarle par ndar a pescar al faro de San Nicoeto ? To fradeo anca el ciapava , ghe piaceva . "


Mi ricordo bene la passione di Fabio per la pesca , lo accompagnavo spesso anch’io in diga . Momenti straordinari , di fronte il Faro a quel tempo , bianco e rosso , a destra il mare , esteso , libero, infinito … a sinistra la Laguna più sommessa ma incantevole .


" Me par ben , semo partìe co ea Madona dei Carmini e semo rivae a San Nicoeto  , ma torno subito indrìo col discorso de quando te spetavo ti e dee me visite in Cesa ai Carmini . No domandavo niente , ansi domandavo tuto : che andase ben e ea Madonina me ga scoltà . Te go dito pò che me ga dà na man anca me nona ? Ea go trovada al Ponte dea Piova , queo vissin all'Angeo Raffael  dove ghe gera un pescaor che vendeva e bevarasse che el pescava iù e ea nona, senza che ghe gavesse dito ancora niente , ea me ga dito : 

- Ti ga i oci missiai, ti se insinta vero ? " 


La mia bisnonna Elisabetta , che ho avuto la fortuna di conoscere , dieci figli , cinque maschi e cinque femmine dolcissima e determinata , che con consigli saggi , misti di verità , tradizioni , condivisioni femminili , ha saputo sostenere la mia mamma durante la" Vialtre se tanto ben che scoltè el dottor , che fassè tuti i esami che el ve ordina , ma ti sà quanto beo che se sta , scoltar me nona che me diseva - Mi fìoi ghe ne go fati diese e me go trovà ben co queo che me ga dito ne mama e me suocera . Desso farà da rider , ma se quee accortesse che sè no e  faseva ben , tranquia che no e ghe ga mai fato mal a nessuna dona" 


Complicità di donne , dove ancora scienza e medicina non arrivavano c'erano loro : mamme , nonne , vicine di casa , zie e solo al momento del parto la levatrice . Nausee ? È perché il piccino nascerà con tanti capelli . Mal di stomaco ? È perché sarà un maschietto e i maschi sono più mammoni e si sistemano più  vicino al cuore della mamma . 

Risposte affettive  che davano però spessore a sicurezze cercate . 


Mi accorgo che mi è molto piaciuto , ritrovare la Madonna dei Carmini , nella quotidianità che ha unito mamme di un tempo , di ora e mamme che verranno … " E ti ga fato ben , nialtre a Venesia  , ai nostri fioi ghe disemo : - " VA AMORE , CHE EA MADONNA  DEI CARMINI TE BENEDISSA  " .

lunedì 27 giugno 2022


 Punto dopo punto ...


A volte sento il bisogno di un libro tra le mani, per dare un ritmo diverso ai miei pensieri . 


Uscire per un po' dalla mia vita, per entrare nella vicenda. Cogliere gli aspetti che sono complementari ad alcuni dei miei. Confrontare altri aspetti che sono lontani anni luce dal mio essere. 


Un po' di silenzio, un libro tra le mani e ricarico le emozioni  che mi urlano uno STOP che spesso ho difficoltà ad ascoltare.


Invece, qualche volta, lo STOP, non ha bisogno di " un allontanamento " ma di un riordino, di una connessione diversa dei pensieri .


E un movimento lento e ripetitivo ,  mi permette di considerare le situazioni con modi diversi e tempi diversi . È come osservare il movimento ritmico del mare , soltanto e' molto più semplice e facilmente trasportabile .


Bastano un uncinetto e un gomitolo di cotone .


Se poi è rosa , è ancora meglio .