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venerdì 17 novembre 2023


Una nipotina e una NO , ma proprio NO .


L'invenzione della ruota non c’entra , ma le situazioni girano eccome se girano e alla fine tutto va come deve andare . 


Da qualche mese una scatola di fotografie occhieggia dentro l'armadio , e io occhieggiavo lei . Amo le fotografie in tutti i loro scatti  :  precisi pasticciati , confusi, artistici , scarabocchiati , emotivi . 


Ecco soprattutto emotivi , quelli che permettono di leggere tra le righe , anche situazioni non conosciute nella realtà , magari solo raccontate e che  la fotografia ha fissato . E c’è il tempo giusto da dedicare a quelle piccole cose che piacciono così tanto da alleggerire la realtà del momento ... un po’ come i sogni che abbelliscono la realtà . 


Il tempo giusto è stato ora , poco fa e un bel racconto di foto in bianco e nero , ha avuto inizio . 


Sono foto della famiglia di nonna Anna Maria e nonno Antonio , i genitori di mio marito raccolte in molti anni . Tutte in bianco e nero e molte precedenti alla nascita di Roberto , Gianni e Claudio . 


Alcuni volti sconosciuti,  ma familiari per la somiglianza ad altri che ci hanno accompagnato nel corso degli anni , molti altri affettivamente conosciuti e riconosciuti con piacere . 


Foto raccolte in pacchettini legate da elastici , fotografie dentro buste un po’ ingiallite dal tempo ,altre sparse sul fondo della scatola , alcune con una data e qualche nome  scritto frettolosamente sul retro . 


Sciogliere i pacchettini dagli elastici , estrarre le  foto dalle buste , è meno immediato che raccogliere le foto sparse e iniziare intanto a guardarle ed è questo che ho fatto anche con un po’ di emozione , perché  si sa, avere tra le mani , foto in bianco e nero , con i bordi ondulati , un po’ sbiadite , un po’ segnate dal tempo , significa ricordare , ritrovare, sentire alcune mancanze ... ma anche stupirsi , sorridere , anzi proprio ridere come è successo a me , oggi con una foto in mano . 


" Ma questa SONO IO . Mi riconosco . So tutto di quella cuffietta , di quel golfino bianco fatto a ferri da mia mamma a punto Nido d'Ape , molto adatto per i bambini perché morbido e caldo . Il vestitino azzurro fatto da zia Lilli e le prime scarpine che mamma definiva di Pelle di Guanto . E l'altra bimba , la mia cuginetta Gabriella ." 


Ecco l'invenzione della ruota che proprio non c’entra nulla , ma è la Vita che gira e segue disegni che segnano strade , che molto spesso si incontrano e danno il significato e il titolo ad una foto , che potrebbe non averlo affatto . 


Regalare una foto agli zii Antonio e Anna Maria è una bella consuetudine che i genitori , di Gabriella , hanno seguito .


Regalare agli zii Anna Maria e Antonio , una foto dove oltre alla nipotina , c’è anche un'altra bimba che non ha alcun legame di parentela , è molto meno consueto , ma a volte diventa profetico ed è così che io sono capitata tra le foto dei nonni . 


Ricapitolo l'albero genealogico , anzi la faccio breve , il bonsai genealogico : 

Io e Gabriella siamo cugine , i nostri papà sono fratelli  , lei è nipote dei nonni perché la sua mamma è sorella di nonno Antonio , quindi cugina di Roberto , mio marito . 


Tra i mesi di giugno , luglio e agosto dello stesso anno , siamo nati tutti e tre ... una cugina in comune , senza mai scoprirlo , conoscerci , incontrarci per diciassette anni , quando , si va beh , ma questa è un'altra storia . 


Il titolo , si  ... devo trovare il Titolo per riordinare e catalogare anche questa foto ...

- Una Nipotina e una futura NUORA . 


Si è bellissimo , straordinario , simpatico e molto divertente .

giovedì 16 novembre 2023

Ed è così che per una settimana , mi impegno , prendo appunti , ricerco , ma soprattutto divento matta . Cerco tra i vari you tube , una sciarpa che possa essere usata anche come scalda spalle , bolerino , e non sia delle solite . 

Mi imbatto sul Signor August Ferdinand Möebius ed è amore a prima vista . È un matematico che in topologia introduce , il Nastro Möebius infinito , un esempio di superficie che non si può orientare . Apprezzo gli studi del Signor Möebius , ma io il suo nastro infinito , lo voglio orientare e trasformare in una sciarpa , in uno scalda spalle , in un bolerino . 

Dato che è un Nastro Möebius Infinito , sono certa di avere infinite possibilità . 

E da qui iniziano le tisane di Melissa e Camomilla , di Valeriana e Passiflora . 

Ma l'importante è FINIRE lo dice anche la Canzone .

Finire si , ma non PASSEGGIATA ,  piuttosto una SCALATA. Inizia e disfo ben DIECI VOLTE... 90 punti di catenella e almeno 4 righe di lavoro... prima di disfare e RICOMINCIARE bere tisane , respirare a fondo e mollare tutto . poi L'ILLUMINAZIONE:

... ma perchè non provare con un modellino di 30 catenelle e con lana chiara che è sicuramente piu' visibile?

Infatti ce l'ho fatta... il modellino mi ha aiutato ... 

Il mio errore era una errata intrerpretazione delle spiegazioni che avevo trovato . PRIMA DICHIUDERE LA PRIMA  E L'ULTIMA CATENELLA, FARE UN GIRO (SOLO 1) ALLA CATENELLA .io non facevo il giro ALL'ULTIMA catenella ... ma facevo un giro a tutte le catenelle di base...

Finalmente il mio NASTRO MOEBIUS si è consolidato .

Signor Möebius , non sarà topologia ma io sono orgogliosa e pensi che c’è chi dice che la Matematica non è cosa per tutti . 




martedì 19 settembre 2023





 Ecco , è andata così .

Si riordina nel cestone del Non si Butta mai Via niente.

Un pezzettino di stoffa rosa, qualche nastrino, un po’ di pizzo, un po’ di tempo libero , l'occorrente giusto  giusto per fare una bambolina .

Una COSETTA , che guarda con meraviglia . Che cerca energia . Che vuole ispirazioni belle . 

Si , l'ho chiamata Cosetta , perché è una piccola cosa , una bambolina minuta e graziosa , che volevo facesse trasparire  una "personalità intelligente ". 


Victor Hugo, ha  ingentilito il personaggio di Eufrasia , sì , perché nei Miserabili , questo era il vero nome di Cosette , affidando alla mamma della piccola Eufrasia , il compito di sceglierle un nomignolo tenero che la identificasse . 

Per la sua mamma e per tutti noi è diventata Cosetta . Straordinario Victor Hugo . 

Non lo so se lo sguardo che ho scelto per la mia Cosetta , esprima tutto quello che avrei voluto . È difficile rivelare le emozioni ,  si devono vivere . 

… E poi c'è un Ciuccio perché lo stupore dell'infanzia deve rivelarsi .

A volte le creazioni sono proprio come i " Biscottini della Fortuna ", cercano di donare dei messaggi belli , cercano di armonizzare le emozioni  di chi le crea . A volte succede , a volte non ci si riesce .

domenica 17 settembre 2023

Bellissimo ritrovarti 😍

Meglio dire , trovare lo schema del primo centrino che ho eseguito da sola , sotto la guida esperta di mia mamma . 

Ho fotocopiato lo schema da una datata rivista di Tutto Uncinetto , del 1976 e mi sono divertita a rifarlo con più abilità , più velocità , più sicurezza anche più disinvoltura , ma con emozioni sicuramente diverse . 


Credo di aver impiegato una settimana per finirlo , mani sudate , impensabile impugnatura dell'uncinetto . Ogni punto per ogni giro , contato e controllato ma volevo farcela , volevo che tra i centrini che la mia mamma aveva preparato per il mio matrimonio , ce ne fosse anche uno mio . Non ne conosco bene il motivo , ma sentivo che doveva essere così , forse per dare continuità ad una creatività familiare che mi aveva accompagnato da sempre e che forse non volevo si interrompesse . 


NON potrei  ricordare , riconoscere , questo mio primo lavoro importante  , se la mamma , non avesse siglato con una piccola O l'angolo della pagina della rivista . TUTTE le altre erano siglate con una F. 

Bruna aveva scelto di fare tutti centrini diversi e si era procurata un buon numero di riviste sue e  altre che generose amiche le avevano  prestato .

" No ti vorà miga che i fassa tutti precisi , dopo el terso sarìa già stufa agra ." 

E per evitare di ripetere lo stesso schema segnava la pagina con F di FATTO e solo una con una O di Ornella , impossibile non sia proprio questo  . 

E comunque i ricordi sì , sono proprio questi . 








 E niente , ieri ho stirato e mi sono ricordata che qualche tempo prima , avevo finito un centrino azzurro . 


Il fatto è che il mio Ferro da Stiro , ha una Applicazione Innovativa . 

Se la temperatura esterna ,  supera i 27/28 gradi e l'afa incombe , il Ferro da Stiro proprio NON si accende . 

Mah , questa tecnologia moderna e i suoi pro e i suoi contro , conviene assecondarla . 


Ma torno al centrino , che regalerò ad un'amica . 

Mesi fa aveva espresso il desiderio che non fosse , bianco , che non assomigliasse al " rosone " della facciata di un Chiesa , che fosse senza tanti "fronzoli " . 

Io ho interpretato così le sue indicazioni ed è uscito un centrino un po’ Ruspante , un po’ Naïf , un po’ se va bene a te , va bene a tutti . 


Cotone opaco da lavorare con l'uncinetto numero 3,5 / 4 . Ho seguito le schema a stella , dei tappeti che già ho eseguito per noi , poi NON ce l'ho fatta … cinque fiorellini per ingentilirlo e renderlo vezzoso .

mercoledì 3 agosto 2022

 Ho trovato la soluzione , anzi le soluzioni per vestire  "estivo " il mio tavolino creativo, quello che sposto,  come fosse una meridiana al contrario , per allontanarmi dalla luce diretta e soprattutto dal caldo del sole . 


È bello possedere uno spazio personale 80 per 60, di legno naturale , richiudibile , solido ma leggero e che in più mi segue nelle scelte . 

Si , mi piace proprio . 

Ovviamente, la promessa di richiudere il tavolino e aprirlo al bisogno , si è rivelata subito vana , perché il " bisogno " c'è troppo spesso ed è cosi piacevole sentire di "essere attesa" dalle cose che mi piacciono . 


Mi perdo, mentre penso al tablet , al Kindle, alle mie penne, ai quattro quaderni e al piccolo blocco a spirale. All'astuccio con i miei uncinetti e ad almeno a tre piccoli centrini iniziati . Tutto sopra il tavolino, che aspetta la soluzione estiva che finalmente ho trovato . 


" E si che te go fato mi e anca in casa , gnanca el dubbio che i te gabia scambià in cuna . Se imposibie de istà avorar sora na tovagia de tea incerada .

Ti te peti dapartuto , ti sui e ea vogia de far ben saltime dosso,  te passa subito . " 


Mamma ha ragione . Avevo un allegro scapolo di tovaglia plastificata da mettere sull'ormai famosissimo tavolino, ma ho verificato molto presto che appiccica, pizzica . Non è proprio confortevole sentire le braccia incollarsi sulla tovaglietta e stavo già passando al piano B , quando ...


"Ma no ti te ricordi, che quando andavimo a San Nicoeto, gavevimo sua toea na tea incerada coeorada , proprio da mar , ma quando magnavimo e quando vialtri fioi venivi su dal bagno, mettevo e bee tovagete de coton che gavevo anca ricamà , perchè el beo, no costa niente, ma el fa tanto . Se magnava megio e po' esser in spiaggia no se un bon motivo par diventar 

" ascari ." 


Certo che mi ricordo . L'allegra tovaglia di plastica colorata che decorava la tavola in capanna al Lido in spiaggia San Nicolò , le tovagliette di cotone, per il pranzo . 


" Manco mal che ti te ricordi. Visto che e se ndae ben per quei ani e ndarà ben anca desso. Certe robe no cambia . El caldo resta caldo, ea roba sintetica, fa sempre suar . El coton se ea megio roba e se el se bianco non ga gnanca paura de niente , no ghe se varechina che tenga . "


Oltre a ricordare , ho anche aperto l'anta dell'armadio a muro , quella che di tanto in tanto misteriosamente sbatte , per attirare la mia attenzione , e ho recuperato le tovagliette de San Nicoeto . Sono tre , ancora ben stirate con la cura e la firma di mamma Bruna . 


" Meravegiarse perché e se ben stirae? Roba da matti. 

Far ben na roba, e farla mal, se impiega quasi el stesso tempo, ma almanco se resta contenti. Ti savessi che sodisfassion che gavevo , quando cambiavo ea bona grasia, el torna camin , e el torna scafa. Tuti in tinta, ben stirai co l'acqua e amido . 

Ea cucina cambiava muso . Ah , me so desmentegada , gavevimo anca el copri taier . Tutto coordinà , no da castroni . Un cava è un metti de tutto, perché ghe voeva anca  el tempo che se sugase e sensa faseva miseria . "


Uno, tutto sul giallo a quadratini bianchi , con piccoli mazzi di fiori ricamati a punto erba e un altro azzurro , con ricami bianchi . 

È vero, mamma aveva cucito anche il copri tagliere, ed era appeso vicino alla cappa del camino . La polenta si mangiava spesso, almeno una volta alla settimana. Quella buona, che si mescolava per quaranta minuti, con farina metà gialla e metà bianca , non mi ricordo però il motivo di questa scelta , ricordo però molto bene il suo sapore .








Ora ho ben tre piani B per il mio tavolino creativo che ha assunto quel fascino senza tempo che conserva il profumo di affetti, di pedagogie genuine, di modi di interpretare la vita non da " ascari " un lessico forse onomatopeico di mamma, che definiva così , tutto quello che non rientrava in una sfera di sano buon gusto pratico ed efficace .

sabato 16 luglio 2022

Famiglia gialla e blu



 Ma io ho qualche lenzuolo di " cotone ritorto " e conosco anche le sue peculiarità . 


" Varda che sti nissioi no ga fine , ti sta ben d'istà perché i se freschi e no i trattien l’umidità , d'inverno i trasmette el caeor dea coverta che se sora . "


Mia mamma ha lavorato in Cotonificio Veneziano  , ora università IUAV , e spesso mi ha raccontato del suo lavoro, delle varie fasi della lavorazione del cotone sempre con grande entusiasmo e orgoglio per la sua esperienza lavorativa. 


" Se avorava tanto , ma so stada ben , gerimo come na famegia , sarà anca perché gera finia ea guera e no vedevo più e spoete dee bombe , come da Junghans , ma qua bee rocche de coton Bianco. Quando pò i ga' interà el rio , e par rivar, daea Cae Arga, no dovevo più , far " el giro dea panseta " rivavo in sinque minuti . "


Già, la calle che chiamiamo ovviamente Rio Terrà, porta direttamente di fronte alla bella chiesa di San Nicolò dei Mendicoli , vicinissima all'ex Cotonificio . 

Il " giro dea panseta " nel gergo della mamma, ma non solo, è la fondamenta che porta al ponte di Santa Marta e segue una linea curva . Geometricamente più corretta, ma troppo bello definirla " panseta " ed è rimasto così anche per me .


Sto divagando , per ponti , calli, fondamenta , quando in realtà volevo parlare di lenzuola , anzi di mascherine e di una tovaglietta da fare sacrificando un lenzuolo di mamma Bruna , uno di quelli che no i ga più fine , de coton doppio ritorto . 


" Ti già ragion , na volta tanto ti capisci queo che va benon . E mascherine fate col coton doppio ritorto , e se ori. E ripara perché el coton se avorà do volte in doppio, ma nel tempo stesso no e fa suar tanto come quee che pol esser sintetiche . Manco mal che quea volta, go pensà a comprar più pachi de nissioi , tanto ea se roba che pan no ea domanda ." 


E meno male . Ma nemmeno di questo volevo raccontare , ma una vita , anzi due , vite percorrono anse lunghe come il filo di una grossa rocca di cotone e per arrivare al capo filo si deve aspettare un po’ . 


Decido per un lenzuolo . È bianco bianco , piegato perfettamente . Riconosco il tocco del ferro da stiro di mia mamma . Farò qualche mascherina , ma il progetto principale , è quello di ritagliare una tovaglietta da ricamare per il mio tavolino creativo .


Stendo il lenzuolo e mi si srotola un'altra storia e questa volta c'ero anch’io . Non la ricordavo più ma sono bastati due colori , per ricomporre il quadro . 


" Famiglia giallo-bluuuuuu. Famiglia verde - rossooooo. Famiglia arancioneeeeeeeeee. Done so qua . "


Il lavandaio . Arrivava ogni settimana per consegnare le lenzuola alle famiglie del quartiere . Ora lo ricordo bene , arrivava in barca , caricava le lenzuola pulite in una gerla che portava sulle spalle e girava per le calli e campielli chiamando a gran voce le famiglie colorate , che gli avevano consegnato le lenzuola da lavare . 


" Va so, dighe " Famegia saea e blu " i se do nissioi de soto da na piasa, uno da do, e uno da na piasa e mesa ... capìo? No serve pagar perché se paga quando che se ghi dá. " 


Rigorosamente solo lenzuola " de soto " , perché quei " de sora " , ricamai se " un deito " , i pol rovinarse . Le federe , no, si lavavano in casa ...


" E se ciama intimee , perché e se personai , megio che se rangemo noialtre." 


Certo , non fa una grinza . 


E così le famiglie colorate del mio quartiere intorno ad una gerla colma di lenzuola lavate e profumate di sapone di Marsiglia prendevano l’identità dell'arcobaleno . 


- Io sono Famiglia Giallo- Blu . -