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martedì 22 settembre 2026

Racconti di nonne






 Racconti di nonne … 


E c’è la nonna che aspetta affacciata al terrazzino e che ha già pronta colazione con latte e biscotti , e non importa se è la seconda colazione .

E c’è la nonna del caffè di prima mattina . Una tazzina quasi colma e un po’ di quel caffè versato sul piattino perché deve essere  della quantità adeguata e soprattutto deve raffreddare un po’ .  


Il Due , non è un numero primo ma se si tratta di nonne,  è un numero affettuoso .


Che bello essere nipoti di nonne diverse , nonne che consegnano sfumature differenti della vita e,  rimanendo se stesse offrono la possibilità di vivere , con approcci diversi la stessa finalità affettiva . 


Spezzettare il pane per i merli , i passerotti che puntualmente aspettano in giardino , sicuramente ingentilisce . Prendersi cura dei fiori , delle piante e andare nel piccolo orto del nonno , aiuta a sentirsi parte della Natura . 


Imparare a fare i gomitoli di lana ovali , con due buchi i alle estremità e sentirsi speciali , aiuta l’auto stima e la manualità . Poi forbici , uncinetto , ferri in mano prestissimo è un invito alla creatività , alla bella imperfezione perfetta che non è mai molto facile insegnare ai bambini . 


Apprezzare le poesie , azzardarsi a provarci , perché la nonna è bravissima , ma anche i bigliettini che io le scrivo le piacciono tanto … 

I versi e le canzoni in veneziano incise sulle cassette ormai obsolete ma preziose perché molto amate .


E si fa spazio , anche la voce forte e decisa della nonna , quella che racconta tutto il possibile e un po’ anche dell’impossibile . Che canta le canzoni  degli alpini , dei partigiani , e del ventennio quando lei era piccina . Quella che devi reagire perché se non hai la febbre , NON stai male . 


La nonna di Radio Antenna Mare , e delle sue amiche poetesse e appassionate di bella musica . La nonna del Centro Anziani , delle gite e della Tombola con il nome proprio e il soprannome di tutti i 90 numeri . 


La nonna del tè ai frutti di bosco  e quella del pane burro e zucchero . Nonne che hanno lasciato tracce belle , che mia figlia spesso mi rivela . 


" Che tempaccio vero mamma ? Buio , tuoni e lampi ma mi son detta  - io faccio come nonna Bruna , niente paura e via di corsa a casa perché chi si ferma è perduta " . 


" Ecco una sorpresa , un mazzolino di fiori perché vogliamo essere felici ".


Non so , se i numeri abbiamo dei significati particolari , per noi , Il numero Due è proprio un numero affettuoso .

Ricamo






 Bene . 

I compiti per le vacanze estive , 

FATTI ✅ 


Ora c’è voglia di LANA nell’aria .

Cielo pittore




 Pennellate di acquerelli di un Cielo pittore .

Forziere dei pirati 🏴‍☠️






 Oggi , mentre ancora decidiamo se FORSE è l'ultimo giorno dell'estate oppure il primo giorno dell'autunno , decido di rifare il trucco al baule , FORSE forziere , che FORSE un mio antenato FORSE un po’ pirata , FORSE un po’ navigante , mi ha lasciato in eredità . ( accorgo che oggi è la giornata del FORSE ) 


Quando l'ho trovato nella soffitta che era stata della nonna , poi diventata dei miei genitori , non mi sono meravigliata perché , chi è che non ha avuto, qualche antenato un po' pirata, un po' navigante, un po' marinaio o un po' pedestre, che seguendo le indicazioni di una preziosa mappa, non gli abbia lasciato la cassa VUOTA del tesoro ?


Appunto , niente di nuovo sotto il sole , gli antenati non si discutono e le eredità , se pur vuote , si apprezzano . 


Certo ho dovuto un po’ lavorarci , ingentilirlo … la sua collocazione non sarebbe più stata la stiva di un veliero battente bandiera dei pirati , 🏴‍☠️ ma l'effetto dell'oggetto vissuto , gli è rimasto anche se non avverte più il rullìo delle onde , FORSE del Mar dei Caraibi . Da una decina di anni è in  posizione statica sul pavimento della nostra camera . 


Oggi , le suggestioni che mi evoca , meritano qualche piccolo ritocco , non troppi , perché il fascino del vissuto è insostituibile e a me piace .

Folletto spruzza autunno 🍂






 Oggi , 22 settembre , forse oggi è l’ultimo giorno dell’estate , oppure è già ufficialmente Autunno  ? 

Sto pensando : 


“ Facciamo qualcosa per rallentare un po' l'arrivo dell'autunno e mantenere i colori che ancora ci circondano ? “ 


Ho cercato il numero del Folletto spruzza Clorofilla . 


Lui risponde  da un cabina-fungo sistemata sotto un grande castagno , mi ha promesso che ci proverà , farà del suo meglio. 


Scuoterà il suo lungo berretto verde, ma la riserva di clorofilla, è ormai ridotta a poche gocce . 


Non ci resta che aspettare il movimento ciclico delle stagioni e accogliere con simpatia i caldi colori e profumi dell’autunno🍂🍁🍂🍁🌾🍃🍄🥀🍃🍂🍁e le sue giornate luminose e più sommesse .

Mio papà




G




 E a volte va così e si ha bisogno di ricordare un centro , importante , speciale , unico :  

Mio papà . 


Non riesco a farlo " parlare " molto , mi è difficile dialogare con lui anche in questo ricordo , in questo mio bisogno  , perché papà non parlava molto , ma quello che diceva lo faceva . 

Un grande papà tutto d'un pezzo , solido , generoso . 


Un centro , si papà aveva , ha un centro ben definito e tutte le impressioni provenienti dall'esterno hanno trovato un punto ben fermo in lui . Di questo ne sono certa ed è quel suo centro a renderlo speciale , a farmi avvertire la bella sensazione del - Tranquilla sono qua io .


Da quella sua prima frase : " Ostrega, ea se na femena " c‘è stato un susseguirsi di suggestioni d'amore che ho avvertito e consolidato in una felice consapevolezza , imparando anche a tradurre e riconvertire le sue grandi tenerezze pratiche , in effusioni che non erano così frequenti . 


" Dai usciamo , forza attaccatevi qui  . " 

Ho ben impresso il ricordo delle passeggiate con papà NON  mano nella mano , ma sia io e dopo Fabio , con ben stretto il pollice della sua mano . 


Ma non fa tenerezza ? È un ricordo che profuma di delicatezza , di attenzioni non dichiarate ma dimostrate da quel bel papà che trovava troppo grandi le sue mani e non adeguate a trattenere le manine di noi figli . 


Naturalmente non sono state tutte rose e fiori , i nostri scontri li abbiamo avuti , ci siamo fronteggiati , le frizioni ci sono state , ma le nostre discussioni non si sono mai trasformate in una lotta per la supremazia , e sono certa che sono state aperture di crescita per entrambi . 


Papà sapeva disinnescare e ora sorrido , si disarmava piano piano  e solo nella sicurezza che lui cercava per noi figli . 


Ci ha messo un po’ a capire perché una figlia femmina , si ostinasse a voler comprare i jeans , a chiedere l'eskimo , di color verde poi , quando aveva il suo bel cappotto blu di buona stoffa ... Mettere i libri in un tascapane da militari , tanto per rovinare tutti gli angoli dei libri  perché non li conteneva nel modo giusto ... Fare dimostrazioni , assemblee, comizi volanti , scioperi , occupazioni a scuola , ma da quando ? Non possono usare gli stessi strumenti dei lavoratori , loro devono solo studiare . E nel 68/69/ 70 , mi ritrovavo spesso papà davanti scuola che osservava , che non interveniva nei miei confronti , ma era lì . Forse doveva capire , rendersi conto e mollare la presa dopo aver compreso . E il mio papà , per un po’ giovane Alpino, poi Partigiano , alla fine dava spazio alla libertà di intenti lì , dove riconosceva ci fossero  dei valori che  ci ha trasmesso . 


Una delle panchine di pietra alle Zattere , di fronte al Canale delle Giudecca , due diciassettenni seduti che imparavano a conoscersi , un papà che casualmente passeggia lentamente nella prossimità della Riva  . Non ha fretta se non anche lui , quella di capire e conoscere . E quando cinque anni dopo , quei due diciassettenni sono passati dalla panchina delle Zattere , all'altare , quel papà molto commosso , aveva il passo sicuro , il sorriso , la serenità di chi sa, che una figlia e un papà sono comunque per sempre ... 


Da molti molti molti anni , papà non c’è , ma non se né mai andato e mi permette di recuperare il suo centro che diventa nuovamente il mio ancoraggio .

sabato 19 settembre 2026

Cosetta





 Una calda estate che un po’ ha frenato la creatività , ma qualcosa è uscito …


Ecco , è andata così .

Si riordina nel cestone del Non si Butta mai Via niente.

Un pezzettino di stoffa rosa, qualche nastrino, un po’ di pizzo, un po’ di tempo libero , l'occorrente giusto  giusto per fare una bambolina .


Una COSETTA , che guarda con meraviglia . Che cerca energia . Che vuole ispirazioni belle . 


Si , l'ho chiamata Cosetta , perché è una piccola cosa , una bambolina minuta e graziosa , che volevo facesse trasparire  una "personalità 

intelligente ". 


Victor Hugo, ha  ingentilito il personaggio di Eufrasia , sì , perché nei Miserabili , questo era il vero nome di Cosette , affidando alla mamma della piccola Eufrasia , il compito di sceglierle un nomignolo tenero che la identificasse . 

Per la sua mamma e per tutti noi è diventata Cosetta . Straordinario Victor Hugo . 


Non lo so se lo sguardo che ho scelto per la mia Cosetta , esprima tutto quello che avrei voluto . È difficile rivelare le emozioni ,  si devono vivere . 


… E poi c'è un Ciuccio perché lo stupore dell'infanzia deve rivelarsi .


A volte le creazioni sono proprio come i " Biscottini della Fortuna ", cercano di donare dei messaggi belli , cercano di armonizzare le emozioni  di chi le crea . A volte succede , a volte non ci si riesce .