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Ladies and gentlemen, tea is served … Hem ,The tea is ready.
E niente , ok colazione PRONTAAAAAA !
il cambio degli armadi delle piante .
Il mio periodo " verde " non è passato , e continuo ad appassionarmi alla cura per mie pianticelle che non so se gradiranno , ma quando scatta la sindrome verde di mamma-chioccia , scatta e c’è ben poco da fare .
Alcune delle mie piante , decorano i mobili di casa e per loro , il cambio di stagione passa quasi inosservato . Il legno non cambia temperatura anche se l'inverno si avvicina … alcuni vasi però sono a terra , in diversi angoli del pavimento e non temo smentite se dico, che con la stagione fredda il pavimento non è certo " tiepido " , può però diventarlo .
Il mio periodo verde , che preciso NON è solo un colore , ma un sentimento , un'emozione , mi spinge ad una logica piantofila .
Un uncinetto due gomitoli di lana verde , ed ecco lo Scalda- Pianta .
Forse lo brevetterò , forse deciderò di farmi aiutare da uno bravo , forse semplicemente passerà il periodo verde … l 'effetto comunque mi piace .
E sto aggiungendo anche altri colori … starò forse entrando , anche nel periodo Multicolors ?
Mah !
Per noi è il Tempio Votivo del Lido , ma ha un nome ufficiale :
è la Chiesa di Santa Maria Immacolata , voluta dall’allora cardinale di Venezia Pietro la Fontaine , innalzato perché Maria proteggesse la città e in particolare il Lido , che in quegli anni si stava espandendo e popolando .
Era il 1916 , l'Italia usciva vittoriosa dalla Prima Guerra Mondiale lasciando migliaia di famiglie in lutto .
Molto difficile parlare e pensare ad una Vittoria , se tantissime giovani vittime si sono spezzate , la parola Guerra stride e fa accapponare la pelle se si associa a Vittoria , Vincenti , Vittoriosi … solo Pace è sinonimo di Vittoria .
Ed è nel Tempio Votivo del Lido che si onorano molte delle migliaia di giovani Vite spezzate dalla guerra , e la loro Sepoltura lo fa diventare il Sacrario a cui ogni veneziano rivolge un pensiero riconoscente e affettuoso .
Impossibile che lo sguardo non si posi sul Tempio del Lido , la sua cupola che custodisce e protegge , la sua forma circolare che diventa un abbraccio per i circa quattromila caduti delle Prima Guerra Mondiale , e in parte della Seconda Guerra , tra cui l'irredentista Nazario Sauro .
Porto con me anche il racconto di un signore molto anziano , che incontravo in autobus ogni venerdì . Io mi recavo a scuola a Campalto , lui ritornava a Campalto , dopo essere stato a Rialto , per comprare il pesce e mantenere la sua abitudine veneziana .
I mezzi di trasporto pubblici aiutano a socializzare e tra una fermata e l'altra , tra un venerdì e l'altro , mi ha consegnato un episodio legato al Tempio Del Lido . La prima vittima della Grande Guerra è stato un uomo di Campalto che ora riposa proprio nel Sacrario del Lido .
E la Storia raccontata da Testimoni , rimane scolpita dentro , perché le parole sono accompagnate dalle emozioni di chi parla .
Il Tempio è rimasto chiuso per molti anni .
Io ricordo la sua storia come Sacrario, raccontata da mio papà . Ripenso alle salite sulla gradinata del tempio , devo dire gioiose , che facevo con Fabio e i miei cugini , finché si aspettava la motonave che ci riportasse a San Marco , ma non ricordo di essere entrata , abbiamo sempre trovato chiuso .
Ora però ne avrò la possibilità , perché il Tempio è aperto al pubblico, l'inaugurazione è avvenuta a fine del 2019
Porterò con me una preghiera e un ringraziamento .
Impossibile non rivolgere un moto di riconoscenza per il loro sacrificio .
fin da piccola ho vissuto le visite ai cari che sono andati avanti . Non ricordo la prima volta , ma ricordo le volte che con nonna Alba Chiara , andavamo a trovare nonno Guglielmo e nonna Virginia .
Erano appuntamenti almeno due volte al mese , sempre di pomeriggio :
" Par forsa de pomeriggio , perché ea mattina xe più curta e ti , ti geri a scuola ."
Ho sempre vissuto quelle visite ai due nonni , con una serenità che a volte mi stupiva :
- Forse dovrei essere un po’ triste , forse dovrei un po’ dispiacermi di essere molto contenta di accompagnare nonna …
Ho capito dopo perché non ero dispiaciuta .
I due nonni , non li avevo mai conosciuti, se non dai racconti di mamma e papà mentre tutta la mia famiglia , il mio mondo , i nonni , gli zii , i cugini , erano intorno a me , appartenevano alla mia quotidianità , li vivevo ogni giorno .
Nonna Alba Chiara , poi rendeva tutto molto normale .
" Ma cossa se sta novità del normal , sarìa anormal se no fusse cussì . "
La borsa sempre pronta per le nostre visite , in un angolo dell'armadio :
" Dovevimo scampar subito dopo magnà , logico che dovevo aver tutto pronto . "
Quel pronto , lo ricordo ancora : Fiammiferi anti vento , anzi fulminanti , come li chiamava nonna . Almeno due tre lumini , una saponetta , rigorosamente dentro il porta saponette giallo . Un coltello non seghettato , un asciugamano e un pacco di sale grosso .
I fiori , quasi sempre garofani rossi e quelli che nonna , chiamava San Carlini , comprati dalla stessa signora alle Fondamente Nuove, ormai "amica di fiori " .
" I fiori più freschi gera par mi . E a me suggeriva quei megio . "
Il coltello , inservibile per tagliare , col manico dello stesso metallo della lama , era perfetto per sradicare le erbacce che crescevano da nonno Guglielmo e il sale , un dissuasore perché non ricrescessero. Non so se fosse un vero diserbante ma mescolato ai sassolini nel giardinetto davanti alla foto del nonno , brillava al sole.
" Ghe dovemo rispetto e affetto ai nostri cari , i ga diritto ai nostri riguardi , al nostro affetto , perché savemo chi i gera e desso no i xe cambiai . "
Dobbiamo portare rispetto e affetto ai nostri cari , hanno diritto di ricevere le nostre attenzioni , il nostro amore , perché noi sappiamo chi sono stati e NON sono cambiati
Nonna , dentro la sua borsa , aveva anche le risposte che spesso mi sono servite e continuano a servirmi per questo le porto con me .
Tra un sottobosco di licheni e piccole felci , osservando i primi uccelli solcare il cielo . Condividendo qualche gossip sulla scelta di alcuni piccoli dinosauri, se evolversi in volatili e di mantenere il becco per continuare a cibarsi di pesci.
Informazioni e aggiornamenti su nuove uova deposte , di brave madri attente ai loro nidi, e ultime coppie formate e lasciate …
Sogno una Preistoria di pannolenci , che immagino più colorata , morbida, tenera di molti aspetti della Storia dei giorni nostri .
È bene un ripasso prima di cimentarsi nuovamente .
Straordinaria la potenza della creatività .
Aiuta nelle decisioni , stimola a riconoscere e a superare qualche limite .
Uno scalda collo , che mi fa scoprire che c’è un RISO più simpatico di un altro ( e questo è proprio il limite che ho superato ) .
Sto parlando del Punto Riso , che solitamente eseguivo a Ferri . Una cantilena di una maglia dritta e una maglia rovescia , alternando il lavoro ad ogni riga .
Che PESANTEZZA ! Girare il filo di lana ad ogni punto .
Ma c’è un Punto Riso che si può " mangiare " a due piatti alla volta e rende il lavoro di una regolarità tale , da sembrare un tessuto che trovo adatto anche per copertine da bimbi .
Si lavora all'uncinetto : un punto basso e un punto alto .
Questo è il modulo da riprodurre , cambiando in ogni riga l’esecuzione dei punti . Riga sotto , punto basso , sopra punto alto . Anche "socialmente " , innalza e riequilibria le superiorità .
Dopo un po’ di giustizia creativa , mi esprimo anche sulle difficoltà , sulle mie difficoltà . Ho una lateralita latente , accennata , pasticciona … ebbene è così. Ma l'esercizio aiuta e dopo un po’ di prove , sono riuscita a dare la forma che spetta al mio scalda collo .
Bottoncino o spilla ?
Spilla , anzi spille , un po’ di novità giova sempre .
Lo scorso anno , avevo scelto lana tinta glicine , domani , comprerò la stessa lana in tinta burro , e blocco appunti sottomano , partenza ,pronti , via .
" Mamma mia , dopo giorni di sole, cielo terso , temperature gradevolissime qualche improvviso cambiamento potrebbe un po' disorientare e preoccupare."
-Ma no tió sa, che i Morti se se giustà i rompe, e se se roto i giusta ?
Già mamma, è proprio così . Il tempo aggiustato potrebbe rompersi .
Come mi mancano i tuoi modi di dire, le tue espressioni , il tuo intercalare, che sapevano dare il giusto senso alle varie situazioni . Il nostro lessico affettivo che rimane legato al nostro affetto e a tutto quello che fa Famiglia .