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sabato 18 luglio 2026

Coniglietti al mare


 A volte , al mare , che solo si intravede tra le fronde di una pineta , proprio dove, il profumo di resina,  si mischia al salmastro , vivono creature speciali, alcune quasi irreali , altre simpatiche e dolci , come questa CONIGLIETTA. 💕💕💕

Bignognia







 Non potrebbe esplodere l'estate senza che la bignonia fiorisca e rosseggi i muri o le cancellate dei giardini ,quasi rubando al sole i suoi colori più caldi . 

Qualche giorno fa , ho incontrato una bignonia , che mi ha raccontato una storia di accoglienza, sostegno, ma soprattutto amicizia, tra lei e un albero. 

La bignonia voleva avvicinarsi al sole , per ringraziarlo dei doni che elargisce ad ogni estate .

L'albero ha capito e l'ha fatta salire , salire, salire .


La ricaduta è un bellissimo abbraccio fiorito 🌺

La cicala e la formica






 La cicala e la formica di Gianni Rodari


Chiedo scusa alla favola antica

se non mi piace l’avara formica

io sto dalla parte della cicala

che il più bel canto non vende…

regala!


Intanto rifletto : 

La formica, fa la formica ... La cicala fa la cicala , non possono fare altrimenti 🐜🪰

giovedì 16 luglio 2026

16 luglio







 16 luglio 

Beata Vergine del Carmelo 

Per Venezia , Madonna dei Carmini .


" Ma ancùo no xe @el sedese ( 16 ) luglio , xe ea Madonna dei Carmini . Che bea quea Madonina , so ndà da ea quasi tuti i giorni co te spetavo. " 


Questo lo ricordo , mamma me l'ha sempre raccontato , quando aspettava sia me che mio fratello , nei suoi giri per la spesa e le passeggiate salutari , la tappa era sempre la Chiesa dei Carmini , una preghiera e una candela davanti alla statua di Maria col Bambino . 


" E ciò, ea megio spesa ea fasevo in Campo Santa Margherita . Ghe gera tuto queo che ti voevi e na visita aea Madona dei Carmini , gera un momento beo , da Mama a Mama . " 


Campo Santa Margherita , brulicante di veneziani , di negozi , di banchi dai fiori freschi al pesce ancora più fresco . Pollivendoli , fruttivendoli , una signora con due ceste che vendeva uova fresche . Una drogheria con un nome esotico  , Il Chicco di Hawaii . Caffetterie , bar , mercerie e perfino un signore che vendeva "vermi " per chi li usava per andare a pesca . 

Ricordando rivivo i colori del Campo e ne sento il ciarliero sottofondo degli incontri tra le clienti e le simpatiche grida dei venditori che promuovevano la loro merce . 


" Te go sempre dito , in Campo , se trovava tuto e de quaità , me fa piacere che ti te ricordi , parchè ormai se roba che non se studia gnanca a scuoea o ti ea ga vissua o te par che contemo bae , i soiti discorsi da veci che vive de nostalgie . Intanto VECI sarà eori e no i sa cossa che xe beo e che xe bon . I vermi , si e Tremoine , ti no ti voevi mai gnanca vardarle , ma ti te ricordi che Fabio me mandava a comprarle par ndar a pescar al faro de San Nicoeto ? To fradeo anca el ciapava , ghe piaceva . "


Mi ricordo bene la passione di Fabio per la pesca e gli acquisti di vermi che chiamavano " Tremoine ", lo accompagnavo spesso anch’io in diga . Momenti straordinari , di fronte il Faro a quel tempo , bianco e rosso , a destra il mare , esteso , libero, infinito … a sinistra la Laguna più sommessa ma incantevole .


" Me par ben , semo partìe co ea Madona dei Carmini e semo rivae a San Nicoeto  , ma torno subito indrìo col discorso de quando te spetavo ti e dee me visite in Cesa ai Carmini . No domandavo niente , ansi domandavo tuto : che andase ben e ea Madonina me ga scoltà . Te go dito pò che me ga dà na man anca me nona ? Ea go trovada al Ponte dea Piova , queo vissin all'Angeo Raffael  dove ghe gera un pescaor che vendeva e bevarasse che el pescava iù e ea nona, senza che ghe gavesse dito ancora niente , ea me ga dito : 

- Ti ga i oci missiai, ti se insinta vero ? " 


La mia bisnonna Elisabetta , che ho avuto la fortuna di conoscere , dieci figli , cinque maschi e cinque femmine dolcissima e determinata , che con consigli saggi , misti di verità , tradizioni , condivisioni femminili , ha saputo sostenere la mia mamma durante la gravidanza e a riconoscerla incinta , prima che mamma ne fosse convinta . 


" Vialtre xe tanto ben che scoltè el dottor , che fassè tuti i esami che el ve ordina , ma ti sà quanto beo che xe sta , scoltar me nona che me diceva 


 - Mi fìoi ghe ne go fati diexe (10) e me go trovà ben co queo che me ga dito ne mama e me suocera . Desso farà da rider , ma se quee accortesse che se no e  faseva ben , tranquia che no e ghe ga mai fato mal a nessuna dona" 


Complicità di donne , dove ancora scienza e medicina non arrivavano c'erano loro : mamme , nonne , vicine di casa , zie e solo al momento del parto la levatrice . Nausee ? È perché il piccino nascerà con tanti capelli . Mal di stomaco ? È perché sarà un maschietto e i maschi sono più mammoni e si sistemano più  vicino al cuore della mamma . 

Risposte affettive  che davano però spessore a sicurezze cercate . 


Mi accorgo che mi è molto piaciuto , ritrovare la Madonna dei Carmini , nella quotidianità che ha unito mamme di un tempo , di ora e mamme che verranno … " E ti ga fato ben , nialtre a Venesia  , ai nostri fioi ghe disemo : 


- " VA AMORE , CHE EA MADONNA  DEI CARMINI TE BENEDISSA  " .

mercoledì 15 luglio 2026

Un albero che sale al cielo







 Una Scala a Chiocciola per avvicinare al  Cielo 🥰


Mi ha incantata 💙 

Per me è un pioppo … 

Non lo so , lo penso così . 

Un albero che invita ad alzare lo sguardo , a cambiare punto di osservazione , a lasciare traffico , distributore , ed entrare in quel mondo ,dove si mette in pausa la quotidianità e si accende la fantasia,  che fa salire su quei rami-gradini per raggiungere la Cima di qualche Sogno , che si può vivere soltanto  , salendo una scala a chiocciola frondosa .

Braccialetto uncinetto







 Lentamente … leggermente … minimamente , CALDAMENTE … nichel free . 

Ma qualcosa si deve pur creare .

Presina tazzina



L’orario è quello giusto magari per un buon tè fresco …  


Ma non è IL TÈ DEI MATTI , quello di Alice , è il TÈ di PANNOLENCI .


" Sotto un albero di rimpetto alla casa c’era una tavola apparecchiata. Vi prendevano il tè la Lepre di Marzo e il Cappellaio. Un Ghiro profondamente addormentato stava fra di loro, ed essi se ne servivano come se fosse stato un guanciale, poggiando su di lui i gomiti, e discorrendogli sulla testa. “Un gran disturbo per il Ghiro, — pensò Alice, — ma siccome dorme, immagino che non se ne importi nè punto, nè poco.” 

La tavola era vasta, ma i tre stavano stretti tutti in un angolo: — Non c’è posto! Non c’è posto! — gridarono, vedendo Alice avvicinarsi. 

— C’è tanto posto! — disse Alice sdegnata, e si sdraiò in una gran poltrona, a un’estremità della tavola. 

— Vuoi un po’ di vino? — disse la Lepre di Marzo affabilmente. 

Alice osservò la mensa, e vide che non c’era altro che tè. — Non vedo il vino, — ella osservò. 

— Non ce n’è, replicò la Lepre di Marzo. 

— Ma non è creanza invitare a bere quel che non c’è, — disse Alice in collera. 

— Neppure è stata creanza da parte tua sederti qui senza essere invitata, — osservò la Lepre di Marzo… "


Se poi il mio TÈ lo prendo,  tra colorati pesci tropicali e leggera flora degli abissi marini , allora tutto si trasforma in fiaba . 


Una presina colorata e/o un aristocratico porta bustine di TÈ speciale .