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giovedì 8 ottobre 2026






" MA IO C'ERO ?" 


Raccontare la propria Storia a figli e nipoti , crea delle Mappe Affettive che aiutano a creare una apparenza  speciale , spesso molto divertente e ancora oggi , mia figlia anche solo per ridere , mi chiede : 

" MA IO C'ERO ? " 

 SÌ, quando I DESIDERI D’AMORE , diventano PROGETTI : 

" Sì , C'ERI . "


Le fotografie forniscono un valido supporto , ma credo che siano proprio i racconti , i gesti , le espressioni dei volti , i colori delle frasi a rendere tutto straordinario e a far diventare il ricordo più intenso dell'evento vissuto . 


" MA IO C'ERO ? " 

Una domanda che i figli pongono , perché c’è un prima e un dopo di loro che aiuta  a dare coordinate temporali, ma soprattuto emotive , che orientano negli affetti e nei valori della famiglia. 


Costruire e sfogliare in famiglia , gli album delle fotografie,  è sempre stata un’abitudine che è iniziata con mio papà ( TVB papà ) . La tecnologia non aiutava a rendere facile fissare i ricordi , ma c’erano momenti a cui si doveva rispetto per farli rivivere . Le fotografie sono proprio questo , riescono a riproporre all'infinito , le emozioni del momento . 


A volte si ha la fortuna di avere " Fotografi Sonori " e noi li abbiamo avuti . 

Sì , sì abbiamo anche le fotografie , ma nulla al confronto ai racconti che  nel corso degli anni , abbiamo avuto il piacere di ascoltare con simpatia e vero divertimento perché da " pensierini " , mano a mano , diventavano 

cronache , riassunti , temi , trattati , e chi più ne ha più ne metta . 


In questo momento sto pensando a nonno Antonio che spesso amava ripercorrere la sua Storia d'amore con nonna Anna per continuare a sentirla vicino  . Dai primi tre anni di fidanzamento al bellissimo traguardo delle Nozze di Diamante . 


" Se gavemo sposà nea più bea Cesa de Venessia " 

San Trovaso è una bellissima Chiesa . 

"Gavemo scelto ea megio gondoea che ghe gera "

Una gondola con fregi d'oro .

" Ea cerimonia xe stada che più bea de cussì no podeva esser " 

" Par el rinfresco gavemo avùo el megio camerier de Nico dee Zatere ".


" Po se penso ae Nosse D'Argento , ciò gera già passa 25 anni , gnanca accorto , xe sta na meravegia , ghe gera tutti tre i me fìoi , uno sposà uno co ea morosa  , uno ancora fìo, e anca me mamma e me papà . Po' semo partii per un bel viaggio a Napoli  ."


" Dai vintisinque anni ai cinquanta xe sta un attimo . Che bea Festa anca co me nevodi . El Canaletto ga visto bee occasion par ea nostra famegia , parchè dopo e Nosse D'oro , semo rivai al 55 anni de matrimonio , e po ai Sessanta , e Nosse de Diamate . Un SPETACOEO come nissun altro .

No posso proprio lamentarme , so contento dea me vita . " 


Che dire , riflettevo anche solo la  frase : 

" SONO CONTENTO DELLA MIA VITA  " . È un insegnamento che invita  a scegliere quali colonnine su cui poggiare il progredire della vita , su momenti che hanno segnato tappe di Progetti importanti , o su cori di lamentele , che naturalmente verrebbe da  esporre , perché la Vita , i conti li presenta , ma per andare avanti lamentarsi serve poco . 

Zanzarie su



 Autunno è autunno, anche ottobre è arrivato . 


La temperatura si è abbassata e spesso soffia un fresco venticello che qualche piccolo brivido fa provare . 


Bisogna coprirsi ! 


Ecco, allora è ora di coprire nuovamente quei piccoli COSINI di plastica che a zanzariere alzate , continuano fastidiosamente  a picchiettare sui vetri delle finestre chiuse . 


Ahhh , che pace , non più schiaffetti , ma carezzine sui vetri .

Non fa pico , non fa pico






 Chi ha Pazienza in ogni loco , NON FA POCO NON FA POCO .


Ho ricordato questa frase , mentre preparavo lo stampino per creare queste lumachine . Pazienza e non la leggo proprio come obbligo di accettare tutto , di subire , di accettare , di fingere che vada tutto bene .


Penso piuttosto che La Pazienza  sia POTERE .


Il potere che permette di affrontare le cose con più calma che consolida , che diventa l'ancoraggio per vivere le situazioni con i modi giusti , i tempi giusti , le sicurezze giuste . 


Queste comunque sono solo Creaturine soffici e tenere .

Ciotola per gomitoli









 C’era una volta … 

una Serata autunnale, dello scorso anno , senza ancora la pretesa dell'autunno vero ma con la voglia di assaporarlo , e di iniziare a provare il tepore della lana tra le mani . 


Bene , mi ero organizzata perché dovevo lavorare con fili diversi e il pericolo di incidenti "nodosi " era in agguato . 

Il mio "contieni gomitoli di ceramica " non era sopravvissuto da una brutta caduta e allora … 


una teiera di porcellana bianca che mi ha versato un caldo filo di lana, e reso l'atmosfera molto romantica . 

 🍁🍁🍂🍁🍂🍁🍂🍁🍂


Certo , si è vero , NON si vive solo di romanticismo , ed infatti , presa dai miei 77 lavori creativi , iniziati tutto assieme , e finiti a piacere , quando ho riposto il lavoro NON ancora terminato , ho messo nel cestone delle cose da finire , anche la teiera , perché per toglierla , avrei dovuto rompere il filo di lana . 


Ora però , il mio TÈ al filo di lana , l'ho potuto bere … anzi finire .

Campi a riposo




 Il fascino di un campo a riposo .

Ora la terra riposa e si rigenera . Il sole continuerà ad accarezzarla e la pioggia ad annaffiarla mentre lei sarà , ancora una volta, in attesa di custodire la nuova vita .

giovedì 1 ottobre 2026

Copri spalle autunnale





 È l’autunno che richiede abbracci più caldi , 

la creatività segue solo il calendario .🍂🌰🍄🍁


Anche un copri spalle fa la sua parte .

Zoccoketto di Alba Chiara



 A volte , spolverando , si rispolverano ricordi dolci che fa piacere aggiornare, condividere , rileggere, far rivivere e riproporre . 


" Me fa piaser, capir che ti ga caro , queo che podarìa esser un intrigo , na roba sensa vaeor , e gnanca na beessa infusa ." 


INTRIGO , troppo bello ricordare questo termine che faceva parte del lessico di mamma , nonna e zie . Sostantivo e verbo regalato a piacere ad oggetti che non godevano di un reale impiego e INTRIGAVANO gli ambienti . 


Ma i ricordi si dipanano e questo intrigo si fa storia . 


A volte gli oggetti non sono solo cose ma testimonianze e rivederle nella quotidianità , illuminano le emozioni e ripropongono una Storia Antica .

La storia di una scarpetta, non di cristallo, ma di ceramica .


" More, scoltime , ti ga in mente e fiere ? Quee che desso , se ciama giostre ? Ecco immagina cussi  : giostre pochete , ea giostra a peae  , i fioi podeva far un giro sui asinei e cavaini che poareti gera anca massa pasienti, e diversi bancheti dea pesca . " 


Non siamo a Venezia , siamo a Treviso e credo anche di ricordare il nome del quartiere , Porta Santi Quaranta  ... e so che è stato un pomeriggio di festa  di divertimento per i bimbi e di un dono gradito per la mamma che ha portato a casa una bella scarpetta gialla ... un po’ come Cenerentola . 


Ma non è neppure una scarpetta, ma uno zoccoletto giallo , che ne ha fatto di strada , attraverso due ultimi secoli, città , sestieri , case , contesti .


" Ti vedi, gera un giorno da ricordar  , no gavaresimo ciamà el fotografo par farse na foto . El giorno dea Prima Comunion de Renato , to papà . 

Na bea cerimonia , un bon pranseto a casa e par regaeo tuti ae fiere . Na festa par tuti quatro i fioi da boni fradei parchè se giusto cussi e co sta ben i fioi stemo ben tutti ." 


Se una giovane sposa , il marito e quattro bimbi  , vanno alla fiera del paese, per festeggiare la prima Comunione di uno di loro , comprano un biglietto alla pesca e Vincono , quel premio diventa un piccolo tesoro e acquista la preziosità delle piccole cose , che rappresentano momenti di gioia , di entusiasmo , di realizzazione . 


Momenti che dal possedere poco , ci si trova ad avere un oggetto da esporre , che offre la sensazione vera di sentirsi fortunati e più ricchi . 


Se poi , nel corso degli anni, dei decenni, tra trasferimenti , cambio di case, di città , una guerra, quel Premio della pesca alla sagra di paese , esiste ancora , diventa il simbolo di emozioni piccole, che portano a grandi riflessioni e ricordi .


" Par vestirse un fià de sesto , go fatto i salti mortai . 

Renato gera giusto che el se distinguese , gera ea so festa , e co un vestito de me papà, to bisnono , so riuscia a farghe un vestito da Marinaretto. 

Usava vestirse aea marinara , e gera da ricchi , ma chi che ga e man e le sa usar se ricco ." 


Il vestito da sposo poi per il nonno Guglielmo , una grande risorsa da indossare con "rispetto " , arieggiarlo per togliere l'odore della " canfora " molto sgradito alle tarme e  averlo sempre a disposizione nelle varie occasioni . 


Per una donna è più semplice : un vestito tinta unita, così " nol stufa " , un collettino di pizzo , che fa beo , elegante , e na cinturetta , cava e metti , che da l'idea de cambiar modeo . Importantissimo , sempre le scarpe lucide : 

" Na bea impatinada ,na bea lucidada e come stucco e pittura ,fa bea figura" 


Creatività , progetti positivi , entusiasmo e tutto diventa ricchezza .


È così che ci si sente veramente ricchi e realizzati ? 


È quando si vince alla pesca di paese uno zoccoletto di ceramica gialla ? 

Quando con poco si fa molto e si vedono i figli felici ? 


Forse si , e mi sento anch'io ricca quando ricordo , quando penso , quando guardo sia la foto che lo zoccoletto giallo , perché vedo la giovane sposa, il marito e i quattro figli : i miei nonni, mio papà , gli zii , felici in quella Fiera alla periferia di quel Paese ,ormai  diventato città, la bella  Treviso .


Ah sì, lo zoccoletto  ora è mio e lo trovo straordinario .