Pagine

venerdì 23 ottobre 2026

Scarpette e appunti






È da un po’ che Ferri è Gomitoli scalpitavano . Già è tempo di lana e di RIPRENDERE gli APPUNTI per iniziare a sentir scivolare tra le mani la morbidezza dei fili e creare qualcosa che mi porta alla stagione che più amo .


" Quando no se fa na  roba tutti i giorni , po' se va in desmentega , mi te diria de far qualche annotasion . " 


E qualche appunto ho cominciato a prenderlo riempiendo qualche decina tra blocchetti , quaderni , poi fotocopie di riviste datate , poi  scansioni tutto ben conservato , giusto par NON DAR IN DESMENTEGA . 


Un po’ devo dire che mamma , con le spiegazioni , proprio paziente non lo è ,  forse perché lei lavorava d'impeto come una creativa vera . Io eseguo , ma non ho la sua stessa straordinaria immediatezza .


" Me par ben , anca poca pasiensa go , anca maestra ti xe e ti capissi pan par poenta . Più de dirte sette volte e de mostrarte naltre settanta volte , cossa go da far , dime che el lavoro eo fasso mi che se megio . " 


E rido , perché questo discorso l'ho sentito da sempre e da sempre devo dar ragione a mamma ma credo sia naturale , è la necessità che fa aguzzare l’impegno e l'ingegno e io non avevo proprio tutta questa necessità perché c’era Bruna che pur brontolando finiva quello che non finivo io o quello che trovavo un po’ complicato . 


Ora inizio , proseguo e finisco ma ė una bella catena emotiva che mi sorregge e lega agli insegnamenti che ho ricevuto e agli appunti che ho preso , perché se una cosa , si fa solo di tanto in tanto , poi va in desmentega . 

Ghiande e quercia



 Chissà se la piccola ghianda, ha la consapevolezza di possedere, la grandezza, la forza, la potenza, della grande quercia ...  


Chissà quante piccole ghiande, meriterebbero di saperlo .

Nonna racconti fagioli






 " Ma te par normal , far fotografie cussì , sensa construtto ? Me par come quei film de na volta , che i mostrava ea povertà e miseria de tutti noialtri gente poaretta ma con tanto amor proprio . Na cusina scura , ma cogoma del caffè , na nonna in traversa e de soito ea scoa in man ."


Questa è l'immagine che mi ha consegnato la mamma e che spesso rivedo nel film in bianco e nero , che trasmettono nei caldi pomeriggi estivi , quando si pensa che le persone , siano sdraiate al mare e non davanti alla tv . 


" A proposito dei film de na volta , par queo dixemivo : - Che bel film , go pianto tanto . Par forsa , i ne faseva veder queo che già vivevimo in casa , almanco se sfogavimo a pianxer al cinema . Me ricordo , Il Ferroviere , de quel bravo regista , eo go visto al Cine Veccio a Santa Margherita . Anca el nonno gera ferrovier , co tutta ea so storia de licenssiamento perché el gera anti fascista , me rivedevo e pianser al cine , veniva normal . " 


Il Ferroviere , di Pietro Germi e il suo Neorealismo . Anch’io ho avuto il papà ferroviere , anch’io ho visto in tv il film del bravissimo Germi , ma la storia di ognuno è diversa e io ho vissuto la narrazione , più come confronto che come rappresentazione della realtà , e il film l'ho amato . 


Ma scendo dalla sedia da regista e ritorno alle mie foto " molto poco neorealiste " ma assolutamente reali , che hanno fermato un momento nonna- nipote e cinque kg. di fagioli freschi . 

Siamo a Gallio e al mercato del giovedì , mamma Bruna ha deciso che ci sarebbe stato utile preparare una riserva di fagioli secchi da portare a Venezia , suddivisi in grammature esatte per preparare un pasto con quattro  buone minestre . 

Non ricordo con precisione , mi sembra 300 grammi , da mettere ESCLUSIVAMENTE nei sacchetti di carta del pane . 

"E ciò , quei de nailon i mantiene umidità che pol far ea muffa " 


E noi pazientemente convinte abbiamo raccolto una decina di sacchetti di carta del pane . Tanto per far seccare i fagioli al sole , tempo ne avremo avuto . 


" More , ti ga da pensar che co gero fìa , quando che na volta ogni tanto,  magnavimo Pasta e Fasìoi coe signorine , che gera , fa conto come e tagliatelle , più arghe e col bordo risso … "


Le signorine , qualche volta le ho mangiate e forse il loro nome , venne ideato per la forma elegante e vezzosa del loro bordo . 


E niente , qui comincia la sbucciatura del fagioli , ma soprattutto inizia 

" L ' AUDIOLIBRO di nonna Bruna " che rapisce mia figlia e devo dire , anche me . 


Nonna Bruna parte dai difficili anni della guerra , quando tutto era razionato . In particolare a Venezia , non c'era possibilità di coltivare un piccolo orto per i bisogni anche più semplici , quello che arrivava in città era scarso , con costi molti alti …


"E ciò , ti dovevi andar in campagna o aver contatti con qualche d'un de campagna . Pensa che ghe gera donne che partiva col treno , e comprava dai contadini e pò e vendeva a Borsa Nera . Arricchirsi sui poveri , no porta mai ben , ricordite  . E queste no xe fiabe "


Non sono fiabe e senza Nonni , non le avremmo mai potute ascoltare .

Bruna ci ha spiegato che loro erano anche fortunati perché avevano uno zio , Capo Stazione a Mogliano , che quando poteva e quando nonno Luigi aveva i soldi per pagare , procurava un sacco da 25 Kg di patate e uno da 10 kg di fagioli freschi , li metteva sul treno per Venezia e mamma con le zie , andavano in Stazione , aspettavano l'arrivo del treno , ricevevano i due preziosi sacchi e consegnavano al Capotreno , i soldi per lo zio . Se non ricordo male , con un kg. di legumi  freschi , si potevano ricavare 300 grammi di fagioli secchi , ma una volta cotti , il risultato era sicuramente migliore , e alla fine , passati al setaccio ,rendevano bene e si poteva sfamare in modo sostanzioso la famiglia .


" Logico , se metteva 4/5 patate , un bon pesto de lardo col rosmarin , o se luganegher gera generoso col presso , un fondo de mortadea , o de cotega , veniva un piatto da re . " 


Lardo , cotica , fondi di salumi vari … ricette straordinarie con ingredienti che per mia figlia sembravano ingredienti di Harry Potter : Acqua del fiume Lete · Aculeo di porcospino · Albero rigenerante · Alghe marine viscide · Asfodelo ... 


" Pensa Valentina , per farli seccar , andavimo sui coppi ( tetti ) , vissin all'abbaino e destirai sui sacchi i assavimo al sol , po' de sera i tiravi o dentro e stessa storia el giorno dopo . Qua a Gallio invece , i destiremo sensa preoccupassion perché spassio ghe ne xe . "


L'immagine dei fagioli stesi sul tetto , vicino all'abbaino , me l'ha consegnata la mamma , con il suo racconto , ma sono riuscita a visualizzarla perché ho in mente la soffitta di nonno Luigi e i 4/5 gradini di legno , scricchiolanti , che portavano alla finestrella dell’,abbaino , che si apriva sul tetto . 


Un baccello , un ricordo , quindici baccelli un ' immagino , trenta baccelli una storia , cinque chili di fagioli , un pomeriggio straordinario di emozioni familiari .

Un antico corredino










 Sto pensando che NON vivo di ricordi , ma sono i ricordi che vivono in me . 


" Mamma che belli , sono teneri . Non li avevo mai visti ... ma chi li ha fatti ? "


Domande belle anzi , per me bellissime che mi permettono di condividere emozioni che non voglio trattenere . 


È dolce raccontare . 


Ci raccontiamo all'altro e l'altro si racconta a noi e un punto di incontro si trova . In questo contesto , con Valentina il punto d'incontro che siamo state felici di trovare , sono stati i ricordi di nonna Bruna , di Alba Chiara in una pennellata della mia infanzia . 


Storia di un corredo antico ritrovato . 


In quel cassetto spesso dimenticato , gli oggetti compaiono e scompaiono. Si trovano , si perdono , sono visibili e invisibili.


Fatto sta che oggi , abbiamo ravvivato il pomeriggio  prendendoci cura del piccolo  antico corredo della mia bambola .


Un bel corredo per una sola bambola. 

Si, perché erano i tempi in cui le bambole erano bambole uniche , da spupazzare con tenerezza e cura . 


Ma erano anche i tempi, in cui Nonne e Mamme, rendevano pedagogico  il gioco di “ mamma casetta “ , attraverso un piccolo allegro corredo colorato . 


Mutandine con pizzo , almeno 3/4 paia , cucite da nonna Alba Chiara. Naturalmente abbinate a canottierine perché si sa che la lana prude a contatto diretto della pelle. 


Poteva mai  mancare una sottoveste ? 


Nonna le cuciva per me , ma non ha esitato a farlo anche per la mia bambola  e guardandola  ho ricordato un particolare che ora apprezzo moltissimo: le piegoline che si notano sul bordo, servivano per allungare la sottoveste che per almeno due anni, seguiva la mia crescita. 

Nel caso della mia bambola erano sicuramente decorative ed imitative. 

C’erano anche i grembiulini per differenziare i vestiti della domenica e quelli per andare a scuola. 


La mamma Bruna si occupava degli abiti invernali . 


Un completo rosso per le giornate più fredde, un abito femminile con un tenerissimo e moderno bolerino per le occasioni speciali. 


Quanta cura , quanta consapevolezza , quanto accudimento attorno a quei piccoli indumenti che nel modo più giocoso , hanno dato spessore a valori, idee, suggerimenti che ho contestualizzato con riconoscenza , consegnando il ricordo e le emozioni a mia figlia .

Lana e legno






 Legno e lana .

Un buon accostamento .


Un pezzo d'abete dall'altopiano di Asiago , qualche gugliata di lana e si crea un'atmosfera che mi regala il calore emotivo che io amo .


Dal mio prezioso Blocco Appunti Creativi , ho rispolverato le spiegazioni del " roseto all'uncinetto " .

sabato 17 ottobre 2026

SOS ciclamini







 Continuo ad indignarmi,  ma anche a comprare piantine ridotte malissimo , lasciate ad appassire sugli espositori , nei supermercati .


Una settimana fa , due piantine di ciclamini sembravano lanciare il loro ultimo SOS che io ho colto .


La Natura è straordinaria chiede poche cose , anzi una sola , CURA . 

Un bel taglio alle foglie appassite , un balconcino a mezzo sole , e comunque senza l'allucinante luce dei neon , la libertà da involucri soffocanti e acqua . 


I ringraziamenti sono giunti in pochi giorni … un ciclamino è bianco , il secondo lo scopriremo presto .

venerdì 16 ottobre 2026

16 ottobre San Gerardo






 Per noi mamme , per le mamme che sono in Cielo , per chi vive la maternità dell’ amore . 💕


Il Fazzoletto di San Gerardo .

Un giorno ed era il 1755 , Fratel Gerardo , si è recò a salutare la famiglia e nel congedarsi , finse di dimenticare il suo fazzoletto su una sedia . 

La piccola di casa , lo rincorse per riconsegnaglielo , ma Fratel Gerardo non lo volle , le disse di tenerselo e che le avrebbe potuto servire . 


Divenuta adulta , quella bimba , stava affrontando un parto molto difficile , che non dava possibilità di sopravvivenza né a lei né al nascituro . Pur essendo sfinita , si ricordò del fazzoletto di Fratel Gerardo e delle sue parole e chiese che le fosse posato sul suo ventre . La grave situazione si modificò , e tutto andò a buon fine , sia per la mamma che per il nascituro .


San Gerardo era già in Paradiso invocato come Protettore delle mamme e dei loro bimbi .