Foibe, giornata del ricordo e non si può non ricordare .
E meno male che il ricordo di Iole, una cara signora triestina , nata nel 1916, è giunto a me .
Questo solo poco più di trent'anni fa ,mentre passeggiavo con lei per i prati di Nevegal , in una soleggiata giornata di agosto .
Prima dei suoi racconti , intensi e dettagliati non avevo mai sentito parlare della Tragedia delle Foibe e non ho più dimenticato le sensazioni ed emozioni, l'orrore che mi hanno suscitato .
I libri di storia , non la nominavano, i professori non ne parlavano , neppure i miei genitori, che pur avevano vissuto la guerra, avevano mai citato lo sterminio che si era perpetrato.
1943 , qualche mese di pura follia omicida.
Migliaia di scomparsi , persecuzioni di italiani e di tutti quelli che avrebbero potuto contrastare il regime di Tito.
Profughi che si rifugiavano a Trieste con tutto quello che potevano portarsi . Navi che partivano dal Molo Audace carichi di migranti che partivano per l'America.
La zona A , la zona B... la crudeltà di individui che Iole , chiamava i Titini .
Mi ha colpito e ricordo una frase . Il modo di come Iole l'ha citata , il suo tono di voce e lo sguardo carico di commozione e rabbia :
- Una strage " preventiva " perché uccidevano anche per prevenire oppositori .
Grazie signora Iole ❤️
Una domanda però mi è rimasta senza risposta :
" Perché tutti questi decenni di silenzio ? "





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